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Faust al teatro Massimo di Palermo. Una vera attrazione, quasi un passo obbligato per scrittori, per pittori, per compositori, per critici.

 

ph © rosellina garbo

 

Egle Palazzolo

Possiamo ben dirlo, a proposito del doctor Faust che sin dalla prima volta che ci si imbatte in lui, nella sua

storia e nel suo fitto rapporto con Satana, si rimane fatalmente imbrigliati. 

Un personaggio a tutto tondo ma egualmente, in ogni suo pezzo, smontabile e riducibile sino a dannazione

o salvezza.

Una vera attrazione, quasi un passo obbligato per scrittori, per pittori, per compositori, per critici.

La lotta fra il bene e il male, la debolezza e insieme l’ambizione verso “l‘impossibile” dell’uomo che,

o sprofonda nella crisi, o accetta il patto col diavolo e si riappropriai di giovinezza e di amore.

Faust arriva al bisogno del veleno per risolvere un credo

2025-03-24T19:06:37+00:0024 Marzo 2025|Categorie: Le Recensioni|0 Commenti

Umberto Santino: Appunti per un libro di versi, Di Girolamo Editore, Trapani 2025

 

 

 

Daniela Musumeci

Di Umberto Santino conosciamo e apprezziamo tutti la scrittura nitida, asciutta, diretta, concreta di cui si materiano i suoi numerosi e imprescindibili studi sulla mafia; come conosciamo la sua graffiante satira politica che riecheggia Luciano e Giovenale. In minor numero, però, abbiamo letto e amato le sue ricerche storiche, per esempio sulla Santuzza o sul Trionfo della Morte, le sue favole (Dalla parte di Pollicino, Le fiabe di Nonna Eroina), i suoi racconti (Le colombe della rocca), le poesie dedicate alla madre (La ragazza che eri).

Ecco, le poesie… È uscita da poco per Di Girolamo editore la silloge Appunti per un libro di versi che raccoglie i componimenti inanellatisi nel

2025-03-17T13:30:35+00:0017 Marzo 2025|Categorie: Le Recensioni, Uncategorized|0 Commenti

“Sarabanda” regia di Roberto Andò al teatro Biondo di Palermo

 

 

Egle Palazzolo

“Sarabanda” è omaggio a Ingmar Bergman che lo firmò come sequel televisivo tanti anni dopo “scene da un matrimonio” e che può considerarsi quasi un testamento di cui si fa pesante ogni ereditarietà’. Dieci scene, quattro personaggi che si alternano due per volta e un insormontabile diniego ad ogni modalità di relazione e di contatto, ad ogni concessione di perdono, ad ogni possibilità di amare o di accettare l’altro. Piuttosto un ripararsi a denti stretti dalla vita, con avarizia e avversione verso gli altri, corazzati nello sdegno, timorosi di ogni, sia pur improbabile, cedimento. A farne una compatta, limpida versione teatrale è la regia di Roberto Andò che, pur nell’aderenza

2025-03-13T15:14:40+00:0013 Marzo 2025|Categorie: Le Recensioni|0 Commenti

IL SEME SACRO DELLE DONNE

 

 

Rosa Corrado

Il seme del fico sacro è un film coraggioso, necessario, forte di una forza disperata.

Ultima pellicola del regista iraniano Mohammad Rasoulof, vincitore dell’ Orso d’oro al festival di Berlino del 2020 con Il male non esiste. Rasoulof, dissidente politico, già imprigionato nel carcere di Evin, vive oggi esule in Germania, e per la Germania  Il  seme del fico sacro concorre all’ Oscar come miglior film internazionale essendo entrato nella cinquina finalista. Presentato al Festival di Cannes 2024 ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria.

Il film, girato in clandestinità quasi tutto al chiuso, si compone di un prologo, due tempi e un epilogo.

Nel prologo la scena di un’auto che percorre di

2025-02-27T17:34:00+00:0027 Febbraio 2025|Categorie: Le Recensioni|5 Commenti

“Il male oscuro” di Berto in prima mondiale al Teatro Biondo di Palermo

fotografia – www. palermoculture.palermo.it

 

Egle Palazzolo

È sempre un azzardo portare in scena ciò che nasce libro come atto originale, come narrazione di sé, dello scrittore stesso, come confessione o ribellione verso un proprio “io irrisolto” all’interno di una coscienza che spia, volente o no, nel suo fondo. 

Giuseppe Dipasquale si fa tentare, si pone dentro le pagine che segnano “Il male oscuro” ma che non lo relegano interamente al rapporto vanamente e diversamente frontale padre-figlio, vanno oltre esasperando qualche ferita in più rispetto alle tante che il protagonista lamenta e che lo calano nel buio di ogni suo passo irriconoscibile o contraddittorio. La sua regia è compatta e tiene fede al

2025-02-06T19:23:04+00:005 Febbraio 2025|Categorie: Le Recensioni|1 Commento

Otello e la regia di Mario Martone al Teatro Massimo

 

 

Egle Palazzolo

Mario Martone ci riconsegna una Desdemona donna vera e riconoscibile nel suo dolore e anche nella sua ribellione, in piedi, nell’inevitabile scontro con Otello uomo incapace di comprendere e di distinguere, di sottrarsi al male.

La sua fierezza, il suo orgoglio, il suo stesso amore per colui cui ha dato dedizione di amore e pietà dovrà soccombere al brutale accanimento che inchioda in primis, colui che lo esercita. E che lo isola per sempre e lo prostra, egli stesso vittima del suo atroce delitto, del piano ostile di un falso amico, faccendiere invidioso dell’altrui successo: IAGO. 

Dalla indimenticata pagina shakespeariana alla splendida traduzione librettista di Arrigo Boito, figura primaria

2025-01-26T20:41:38+00:0026 Gennaio 2025|Categorie: Le Recensioni|0 Commenti

SOGNO O ABBAGLIO?

 

Rosa Corrado

Dopo Il manoscritto del Principe (2000) dedicato a Giuseppe Tomasi di Lampedusa e La stranezza (2022) dedicata a Luigi Pirandello, Roberto Andò ritorna alla sua Sicilia con L’abbaglio che racconta un episodio minore della Spedizione dei Mille, tratto dal racconto Il silenzio di Leonardo Sciascia del 1963, pubblicato postumo da Adelphi nella raccolta Il fuoco nel mare (2010). Protagonista è il colonnello Vincenzo Giordano Orsini, (interpretato da Toni Servillo) figura storica della Spedizione, aristocratico palermitano, democratico e mazziniano, animato dagli ideali risorgimentali di libertà, unità nazionale e riscatto sociale, definito da Andò antigattopardo,  ma non accecato dalle ideologie e lucidamente consapevole sia delle difficoltà militari sia della complessità politica dell’impresa

2025-01-21T11:36:07+00:0021 Gennaio 2025|Categorie: Le Recensioni|2 Commenti

The Headlands – teatro Biondo Palermo

 

 

Egle Palazzolo

Il titolo è un po’ arbitrario. “I Luoghi della mente” infatti lascia che si intenda tanto e di più, rispetto a quanto vien fuori dal testo, considerando spazi, trappole, labirinti e persino pretesti di liberazione o di conquista che il nostro personale centralino guida, la mente e quanto le si lega, possono sollecitarci.

The Headlands titolo inglese del drammaturgo sino-americano Christopher Chen, insignito abbastanza recentemente del premio dell’Obie Award, è in scena al teatro Biondo di Palermo, pièce teatrale venuta fuori dalla accattivante visione scenica di Lulu Helbaek e Simone Ferrari, e dalla formattazione di svariati tasselli tra narrazione e ricordo resi con alcuni elementi chiave che, seppure ormai rituali, offrono

2025-01-13T16:06:05+00:0013 Gennaio 2025|Categorie: Le Recensioni|0 Commenti

Un lungo viaggio di Anna Giudice Amore

 

Fatima Giallombardo

Voleva fare la giornalista Anna, voleva girare il mondo, capirlo. 

Un’aspirazione tenace la sua, tanto quanto il divieto di un padre allarmato dagli avventurosi progetti di vita di una ragazzina degli Anni Sessanta.  Eppure, quel sogno sarà vissuto. 

Anna incontra e sposa Giovanni Giudice, biologo molecolare, brillante allievo di Alberto Monroy, la cui fondamentale ricerca sul DNA dei ricci di mare apre quell’orizzonte del lungo viaggio, tanto desiderato da Anna, che porta il marito presso i più importanti laboratori sperimentali in America, Russia, Giappone.

Con il suo narrare accattivante, capace di accogliere i lettori come amici di lunga data, Anna tratteggia affettuosamente il profilo delle tante persone conosciute e le modalità

2024-12-05T14:53:36+00:005 Dicembre 2024|Categorie: Le Recensioni|0 Commenti

Le Grand Macabre di Gyorgy Ligeti al teatro Massimo di Palermo

 

 

Egle Palazzolo

È con” Le grand macabre” di Gyorgy Ligeti che si è aperta la nuova stagione musicale del Teatro Massimo di Palermo. Con un’opera insolita e raramente rappresentata che, in misura abbastanza palese, ha, un tanto sbigottito, parte del pubblico della serata inaugurale. 

Molte e particolari notizie sull’autore ungherese (in realtà ebreo, neppure assimilato tale perché non battezzato, era nato in Transilvania come cittadino rumeno e aveva avuto l’ungherese come lingua madre il cui accento mantenne anche quando si trasferì in Austria ottenendone cittadinanza e in Germania, dove ebbe modo di avvicinarsi a Stockhausen e dove strutturò ben presto una sua formula musicale) sono in un puntuale libretto di sala che

2024-11-30T16:47:20+00:0030 Novembre 2024|Categorie: Le Recensioni|0 Commenti
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